Vorrei, Roberto Vecchioni

Tu sei bella anche se non ridi
Sai cadere quasi sempre in piedi
Io non ho la giacca ed il coltello
Ma sul muro il tuo sorriso è bello

Io vorrei
Rivederti per tutte le sere
Che ho guardato
La tua foto in un vaso di mele

Non ti ho mai voluto tanto bene
Vedi, quasi quasi ti conviene.
Ti ho mai scritto lettere d’amore
Quando stavi sveglia ad aspettare?

Sì, lo so
Che poi sei ritornata, lo so
Ma qui dentro io continuo a vederti partire.

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Sono tre mesi che non piove

Sono tre mesi che non piove
ho sabbia e sale nel letto
peccato e pentimento
ho l’anima falciata
da cui discende la mia razza intera
che ha cuore e pancia di ametista
senza regola di vita
senza luce di luna
oro negli occhi
e soprattutto senza difesa dal dolore.

Vieni a trovarmi ancora
mistero che si muove
avrò riposo per gli occhi
intimo testimone
del mito ridicolo dell’amore
avrò l’orgoglio del sangue
tutto fuori dalle vene
e una maschera nera
livida come un sorriso
di questo cinema leggero.

Amore mio
vieni a cercarmi ancora
vieni a parlarmi ancora
a imprigionarmi ancora
sono tre mesi che non piove.

Vieni con l’acqua generosa
che gonfia il mare più sacro
che fa peccato e redenzione
quanto tempo
quanto tempo ancora
quanta disperazione
e quanti cristi alla deriva
sui sentimenti d’altura
senza approdo e senza nome
ma la tua casa e il tuo nome
potessi essere io, amore mio.

Ivano Fossati, “Sono tre mesi che non piove”, La Disciplina della Terra, 2000