Liberi

La fine de Le Luci della Centrale Elettrica. Che forse è il segno che nonostante tutto certo dolore adolescenziale (o tardo-adolescenziale, o forse semplicemente generazionale) prima o poi guarisce. La fine de Le Luci.

E le nostre guerre. E il nostro linguaggio dei segni. E le nostre poesie sputate nelle fogne dopo una notte fuori a bere. Una raccolta di canzoni che sono perle che sono pietre. Le stelle che si sciolgono sulla Via Lattea per diventare lacrime di aurora su questa maledettissima città, così lontana dalla Via Emilia.

E certe notti che, senza vergogna, bisogna lasciarle piangere per farsele passare. Solo lasciarle piangere, prima di farsi liberare.

Ci vediamo a dicembre.

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Salpare

Vorrei sfiorarti con l’indice i sogni. O meglio, le palpebre chiuse che conducono ai sogni. Traghettarmi con te fra dubbi, speranze e visioni, anche quelle in cui non sono mai entrato, né stato invitato. Non ho paura della tua verità, solo una grande nostalgia di parole, di quelle formule magiche che solo tu sai creare, quando parli con me. Non temo la tua lontananza, né l’amore che hai tenuto al sicuro per il cuore di un altro. Temo solo che sia giunta la fine. Lontano, smarrirsi di nuovo nel conto degli anni che ci separano dal più recente malinteso. Ho un tale, rinnovato coraggio, da non avere bisogno di armi né scudi. Sarà che tutti i traguardi si sono svuotati.
Ci sono, però, anche parole fraintese e sogni nuovi, lande serene su cui non ti posso portare. Ci sono persino momenti in cui la luce mi ubriaca a tal punto da farmi scordare le notti di maggio, le lucciole e le corone di viole. Quasi mi scordo del tuo costante mancarmi. Quasi ti perdo, di nuovo, nel triste conto degli anni.

Ti sogno spesso, nel sogno la città si sta per allagare.
La prima volta che ti ho incontrata, ti ho detto: tranquilla, tranquilla, dormo dove capita. Ma per non perdermi niente di te, ho aperto le braccia. Eravamo diversi come due gocce d’acqua. 

Qualcuno mi ha detto che gli hai detto che senza di me, adesso, sì che riesci a stare.