Vorrei, Roberto Vecchioni

Tu sei bella anche se non ridi
Sai cadere quasi sempre in piedi
Io non ho la giacca ed il coltello
Ma sul muro il tuo sorriso è bello

Io vorrei
Rivederti per tutte le sere
Che ho guardato
La tua foto in un vaso di mele

Non ti ho mai voluto tanto bene
Vedi, quasi quasi ti conviene.
Ti ho mai scritto lettere d’amore
Quando stavi sveglia ad aspettare?

Sì, lo so
Che poi sei ritornata, lo so
Ma qui dentro io continuo a vederti partire.

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Questa ragazza ha un cappello d’artista

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Questa ragazza ha un cappello d’artista, nero, in testa. Sembra una musicista, ma senza chitarra. Esce dalla metropolitana e con lo sguardo scruta e si domanda dove sia la strada. Da dove vieni e cosa suoni, ragazza mia? Da dove vieni, e cosa suoni? Suonami la vita che potrei vivere, coi tuoi capelli ricci cioccolato, disegnami le forme che il vento trasparente non ci vuole far scoprire.

 

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Shots
_ Chiara
Words_ Michael
Model_ Marianna

Un bel rumore

La pioggia fitta e sottile che mi batte sul giubbotto. La macchina parcheggiata in uno spiazzo, sulla strada, poco lontano. C’è l’odore dell’acqua che rigenera le foglie e le vite. La senti quanto è forte la tua assenza? Urla senza sapere che sono sordo. Morde senza sapere che sono vento. Lecca senza sapere che non ho più sapore. Mi immergo nella distesa verde, sul muschio e nelle colline intorno ai miei occhi, nel flusso di quella cascata che intravedo lontana: un freddo vapore si posa sulla punta del naso, piccole gocce di niente e di tutto. Penso che dentro ogni goccia si nasconda un altro universo, o molti di più. In realtà non penso più, non in questi momenti. Non quando mi trovo al centro del tornado. Rompo lo schema delle gocce con la punta del mio dito. Ci sono, sono dentro ai miei polmoni, immerso fino al collo, ma con lo sguardo ancora sollevato verso il cielo. Shhh… Cerca di fermarti ad ascoltare. Ti senti? Un suono di luce trapassa le nubi e mi ridice che non ci sei. Shhh… Ma non ti senti? Non ti ho mai perso. Te lo sussurro, anche se tu non lo sai. Per questo la tua assenza non fa male, non mi sente e non la sento, non mi morde e non mi spacca il cuore. Come posso confessarle che non c’è mai stata? Se se ne accorgesse sfumerebbe via, come una macchia di colore. Come un rivolo di fumo, come onda di mare. La tua assenza è un’onda di mare glaciale, schiuma bianca sulla costa islandese. Dimentica se stessa prima ancora di potermi raggiungere e toccare. Non mi avrà mai, ma si illude e ha un bel rumore. Shhh… Ascolta. In fondo è solo mare. Un bel rumore.