Ritorno al futuro // ICELAND Road Trip 2017

E così siamo usciti a vedere. Tutti e tre insieme. Il cielo d’Islanda ad Agosto, un lampo d’autunno già acceso. Abbiamo camminato, respirato, osservato e atteso. Fotografato e sognato. Siamo andati, siamo tornati. Sto per tornare. // OBBLIGATORIO guardare in HD 1080p // Regia di Chiara Datteri

Spleen // Charles Baudelaire

Je suis comme le roi d’un pays pluvieux,
Riche, mais impuissant, jeune et pourtant très vieux,
Qui, de ses précepteurs méprisant les courbettes,
S’ennuie avec ses chiens comme avec d’autres bêtes.
Rien ne peut l’égayer, ni gibier, ni faucon,
Ni son peuple mourant en face du balcon.
Du bouffon favori la grotesque ballade
Ne distrait plus le front de ce cruel malade;
Son lit fleurdelisé se transforme en tombeau,
Et les dames d’atour, pour qui tout prince est beau,
Ne savent plus trouver d’impudique toilette
Pour tirer un souris de ce jeune squelette.
Le savant qui lui fait de l’or n’a jamais pu
De son être extirper l’élément corrompu,
Et dans ces bains de sang qui des Romains nous viennent,
Et dont sur leurs vieux jours les puissants se souviennent,
II n’a su réchauffer ce cadavre hébété
Où coule au lieu de sang l’eau verte du Léthé

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Viaggio a Reykjanes • Sandvík

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Esiste un ponte fra Europa e Nord America nella penisola di Reykjanes.

Passa dalla penisola lavica di Reykjanes uno dei più importanti punti di contatto fra due delle enormi placche che sonnecchiano da millenni sul fondale degli oceani, quella nord americana e quella euro-asiatica. La dorsale medio-atlantica è una catena montuosa perlopiù sotterranea, la più lunga del mondo. In Islanda puoi camminarci del mezzo, soprattutto a Sandvík, nel geoparco di Reykjanes, lontano dalla ressa dei turisti stagionali a Þingvellir, tutti presi dalla loro corsa fra una tappa del Golden Circle e l’altra, con le loro fotocamere a penzoloni e i loro orrendi giacconi da sci.
Le due placche si dividono con lenta costanza, si dicono addio gradualmente. Impiegano ere per voltarsi le spalle. A Reykjanes c’è un ponte per camminarci nel mezzo e spiare per qualche minuto questo addio. Lo stesso ponte per passare dall’Europa all’America. Dal vecchio mondo a quello nuovo. Lo avessero detto a Colombo, si sarebbe risparmiato la fatica di prendere il mare.

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Tornado.

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Me looking Iceland in the eyes

Non so che fine farà questo spazio. So solo che oggi avevo bisogno di caricare questa foto. Forse perché è da stupidi andare avanti nelle cose, nelle esperienze, senza mai metterle in discussione, senza mai chiedersi quali sono i motivi che ci spingono, se sono ancora gli stessi dell’inizio, se sono diversi o se non ci sono più. Non so se questo spazio rimarrà vivo e attivo per raccontare la mia storia. A volte penso che dovrebbe cambiare, spostarsi, come sta facendo la mia storia, o chiudersi come fanno le diverse fasi della vita. Da due anni e mezzo a questa parte ci sono state solo due o tre cose in cui sono riuscito a essere costante, due o tre cose che sono riuscito a volere fino in fondo. Una di queste è il desiderio di essere di nuovo in Islanda. L’altra è nascosta nel tuo sorriso. Non so bene chi sei, ma so che vorrei scoprirlo. Se mentre parlavo ti sei voltata, mi hai sentito. Se ti sei voltata, forse l’hai capito.
È il momento di cambiare tutto, senza pensare a come potrebbe andare a finire. Tornado. Spazza via le cose che non ci sono più. Spazza via l’uomo che non sono.

You grow, you grow like tornado
You grow from the inside
Destroy everything through
Destroy from the inside
Erupt like volcano
You flow through the inside
You kill everything through
You kill from the inside
You’ll…
You’ll learn to know

Dove sognano di vivere i poeti

Islanda.
Islanda.

Se esci di notte di casa ad Arnarstapi senti solo il rumore del mare, del cielo e del mare. Ho un cuore vivo nella tasca e non me ne vado più. Non c’è spazio per altro. Come mai? Forse è vero che le stelle emettono un brusìo, o forse è la natura stessa che dorme. E poi, sì, come ho detto, c’è il mare. E il tum tum del cuore, il mio, insieme a quella replica che tengo nella tasca, piccolo ma altrettanto vivo. Te ne ho strappato un piccolo pezzo, quando ti mordevo. Lo stesso hai fatto tu con me. Adesso è un piccolo amuleto, ha preso la forma di un cuore intero in miniatura. Non poteva che essere un cuore intero; sai, contiene tutte le fasi della vita e tutte le stagioni. Come ho detto alcuni mesi fa, non sono mai tornato. E infatti sono ancora ad Arnarstapi, sotto le stelle e sopra il mare, sopra il mare e sotto le stelle. Quando il cielo sente nostalgia del mare fa scendere le sue tende d’aurora. Il mare poi si alza con il vento e prova a tendere le onde, come palmi di mani di amanti che non si ricordano più la ragione, ma devono tornare a toccarsi. D’altronde quanto fa freddo nel mondo di mezzo, nello spazio scoperto fra il rumore del cielo e del mare. Ci hanno buttato gli uomini per qualche ragione, insieme alla tristezza di non appartenere né agli oceani, né alle stelle. E se un giorno questi due si riunissero sarebbe la fine del mondo, l’apocalisse. Un momento bellissimo, ma definitivo per la nostra specie. Tutti i poeti sognano di vivere nel punto infinito dove il cielo è il mare, e dove anche gli uomini sono tutto e non sono più niente. Ma sono costretti a rimanere qui, a cantare canzoni alla luna scambiandosi pezzi di cuore.

Una casa

C’è una casa, costruita nella pietra
con pavimenti di legno e davanzali
tavoli e sedie consumati dalla polvere
c’è un posto in cui non mi sento solo
un posto in cui mi sento a casa

Perché ho costruito una casa
per te e
per me

Finché non è scomparsa
dai miei occhi e
dai tuoi

Ora, ora è tempo di andare via e tornare polvere.

Fuori in giardino, dove noi abbiamo piantato i nostri semi
c’è un albero e ha la mia stessa età
rami cuciti di verde
la terra si è sollevata e lo ha coperto
fino a metà

Seguendo le crepe sulla sua pelle
mi sono arrampicato fino in cima
fino alla cima dell’albero per vedere il mondo.
Quando le raffiche mi hanno raggiunto per farmi cadere
mi sono stretto forte ai rami, come hai fatto tu con me
mi sono stretto forte ai rami, come hai fatto tu con me

Perché un tempo ho costruito una casa
per te e
per me

Finché non è scomparsa
da te e
da me

E ora, ora è tempo di andar via
e diventare polvere

[Traduzione libera]