Sono tre mesi che non piove

Sono tre mesi che non piove
ho sabbia e sale nel letto
peccato e pentimento
ho l’anima falciata
da cui discende la mia razza intera
che ha cuore e pancia di ametista
senza regola di vita
senza luce di luna
oro negli occhi
e soprattutto senza difesa dal dolore.

Vieni a trovarmi ancora
mistero che si muove
avrò riposo per gli occhi
intimo testimone
del mito ridicolo dell’amore
avrò l’orgoglio del sangue
tutto fuori dalle vene
e una maschera nera
livida come un sorriso
di questo cinema leggero.

Amore mio
vieni a cercarmi ancora
vieni a parlarmi ancora
a imprigionarmi ancora
sono tre mesi che non piove.

Vieni con l’acqua generosa
che gonfia il mare più sacro
che fa peccato e redenzione
quanto tempo
quanto tempo ancora
quanta disperazione
e quanti cristi alla deriva
sui sentimenti d’altura
senza approdo e senza nome
ma la tua casa e il tuo nome
potessi essere io, amore mio.

Ivano Fossati, “Sono tre mesi che non piove”, La Disciplina della Terra, 2000

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Vita mia, portameli qua

Ci sono stati giorni, vita mia
Che tutto aveva un nome
E di quel nome qualche voce
Si prendeva libertà
E giorni così bianchi di parole accese
Da non poterti dire come
Tu trovameli adesso, vita mia, trovali
Portameli qua
E giorni così bianchi di finestre accese
E di parole nuove
Tu cercali, vita mia, cercali
Portameli qua
E ci sono stati giorni, vita mia
Che anche il giorno aveva un nome
E in quel nome qualche mano
Si prendeva libertà
E giorni così lunghi e accesi
Da non saperti dire come
Tu trovameli adesso, vita mia, trovali
Portameli qua
E giorni così lunghi e accesi
Di parole nuove
Tu cercali, vita mia, cercali adesso
Portameli qua
Diciottomila giorni, Gianmaria Testa