Wien, nur du allein – September 2014

Una nuova notte spesa sui libri, mentre Lerchengasse 12 è così lontana. Non mi basta nemmeno guardare fuori dalla finestra, cercare le stesse stelle che cercavo una volta, sopra i tetti dei palazzi. Non mi basta prepararmi il pranzo con gli stessi ingredienti che utilizzavo allora e rincorrere sapori, odori, fragranze di quel pezzo di vita sospeso. Non mi basta aprire un libro in tedesco, osservare i miei appunti a matita, i disegni, o cercare di ricostruire la storie di tutte le macchie – lo ammetto, soprattutto di caffè. Inspirare profondamente e sperare che per una strana casualità il mio olfatto venga stuzzicato da un aroma che possa anche solo lontanamente ricondurmi a Vienna, nemmeno questo mi basta. È una nuova notte di studio, di libri e di caffè. Ma senza Vienna e senza l’Erasmus. Senza le stelle che cercavo sopra i tetti. Senza la mia piccola stanza a Lerchengasse, il mio letto cigolante dell’Ikea, la scrivania su cui ogni sera svuotavo le tasche e riponevo i sogni. È una notte lontana che non sa più di me. È un secondo senza parole, forse solo un verso muto che si ripete dentro la mia testa…
Wien, Wien, nur du allein… / Vienna, Vienna, soltanto tu…
Soltanto tu.

X.

Hemos perdido aun este crepúsculo.
Nadie nos vio esta tarde con las manos unidas
mientras la noche azul caía sobre el mundo.

He visto desde mi ventana
la fiesta del poniente en los cerros lejanos.

A veces como una moneda
se encendía un pedazo de sol entre mis manos.

Yo te recordaba con el alma apretada
de esa tristeza que tú me conoces.

Entonces, dónde estabas?
Entre qué gentes?
Diciendo qué palabras?
Por qué se me vendrá todo el amor de golpe
cuando me siento triste, y te siento lejana?

Cayó el libro que siempre se toma en el crepúsculo,
y como un perro herido rodó a mis pies mi capa.

Siempre, siempre te alejas en las tardes
hacia donde el crepúsculo corre borrando estatuas.

/

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.

A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.

Io ti ricordavo con l’anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.

Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l’amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?

È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.

Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

Pablo Neruda

Image

His nickname comes from the farm Öxl in Breiðavík, where he lived during the latter part of sixteenth century. Travelers often stayed with him and enjoyed his hospitality, and one could say that he was the region’s earliest known farm holiday provider. But many of these travelers got no further, as Björn stretched his income by killing those whose path led to his farm with an axe and stealing their clothes, money and horses. Björn is believed to have murdered 18 people, although he only confessed to having killed nine. He was found out after one of two siblings who he tried to kill escaped from his clutches and informed the authorities. He had buried his first victim in the manure pit of the cowshed at the farm Knörr, where he grew up, and thrown most of the rest into Inglutjörn, a leech-filled pond beneath the Axlarhólar hills. Axlar-Björn was sentenced to death and was executed at Laugarbrekka, near Hellnar, in 1596.

Yes, it is definitely weird!