Ho dovuto imparare

Sono una persona complicata, difficile, apparentemente allegra e facile da mettere a proprio agio, profondamente spigolosa, testarda, ansiosa e ipersensibile. Sono un disastro. Sono quello che sono diventato, o che ero destinato a essere: a ognuno la propria filosofia. Mi capita di impiegare mesi, spesso anni per reagire ai più grandi terremoti della vita, quelli inaspettati, su cui non possiamo esercitare nessun tipo di controllo. Mi capita di impiegare secoli per adattarmi al cambiamento, e ho dovuto imparare ad accettarlo. Accettare il fatto che serve tempo perché le cose accadano, o meglio, che mi accadano. Accettare di dover avere sempre la pazienza di aspettarmi.

Poi succede. Un giorno come un altro, all’improvviso. Succede sempre, proprio nel momento in cui mi sto sforzando di meno, lottando di meno, costringendomi di meno dentro schemi, imposizioni personali dati dal sano ma frettoloso desiderio di andare avanti e di continuare a muovermi. Proprio quando smetto di forzare la mano e di darmi ordini: devi superare l’ostacolo, devi accettare la sconfitta, devi trovare un’altra via… Proprio allora accade. All’improvviso cambio, e non torno più indietro. Possono passare mesi, spesso anni. Posso essere la persona più testarda, idealista e assolutista che io conosca. Posso incaponirmi su un’idea o un progetto, su uno scenario o una situazione, su un sogno o l’immagine di una vita futura ormai svanita, su un amore che si è polverizzato dentro un’eco indistinta sull’argine di un fiume. Posso continuare a rianimare i cadaveri delle mie illusioni perdute per periodi che somigliano a ere geologiche. E poi all’improvviso cambio. Senza un perché, senza accorgermene, senza climax da romanzi né particolari schiamazzi. Mi sveglio, esco di casa e sono nuovo: è iniziato un capitolo che ieri non c’era. C’è un uomo nello specchio che ieri non c’era.

Ho dovuto imparare ad aspettarmi. A starmi accanto nell’attesa. A ridere delle mie fissazioni e della mia testardaggine. A guardarmi arrancare senza riempirmi la schiena di botte, per farmi risalire dal fango più rapidamente. Ho dovuto imparare a capire che forse non dipenderà mai completamente da me. Succederà e basta. E mi è successo, per l’ennesima volta, una settimana fa. Mi sono successo. E mi sono trovato. Adesso non saprei  nemmeno più da che parte voltare la testa per guardare indietro.

 

2 Comments

    1. come ho detto ci riesco poche volte nella vita e quasi sempre mi ci vogliono anni, ma poi alla fine accade. bisogna rimanere sintonizzati, e soprattutto smettere di aspettare. 🙂 buona serata!

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