Nella quiete di un oliveto, il mio amore

Nella quiete di un oliveto la lieve contemplazione della luna, la pietra fredda della cascina poco lontana. Gambe nude e gonfie e occhi stanchissimi. Mio cugino sull’uscio che intona un canto per persuadere due nuvole a non assediare il cielo. Struggente e tribale, una visione raccolta in un secchio fra lacrime d’Africa. Solo il suo volto nelle pieghe del deserto. Solo, in mezzo al mio cuore, il mare aperto. Un filo d’erba a penzolare dalle labbra semichiuse. Il fiume che invita a restare. Inizia a rinfrescare, ma non abbastanza da far muovere un muscolo. Sui volti di tutti veleggia un pensiero di morte. Un brivido anticipato che ci dirotta a triste conclusione. Io e te in un angolo, i ginocchi travolti da chiazze di verde e sparso fogliame. Una coccola dietro le orecchie. Una coccola cui segue una coccola, cui segue una coccola, che mi sbriciola amore sul collo, mentre mi morde con denti affilati e serrata mandibola il desiderio di te.
Ma a un tratto una donna dietro al volto della donna che amo ci costringe a lasciare il giaciglio, a infrangere lo specchio della nostra indifferenza mimetica. Un’anziana signora con gli occhi che brillano facendo da specchio alle stelle ci informa che le ricordiamo il suo giovane amore. Eccola, allora, che ci invita ad osare, a bere dalla coppa più vino, a consumare con foga la carne che tanto comunque verrà consumata, a leccare il sudore dei nostri corpi contratti, a promettere il cielo di un futuro ancora segreto, a promettere il mondo e la fede di continuare a esistere insieme. Ci invita a far finta che non si possa giungere al termine di questo amore infinito e spaziale. La nostra cosmica placida concentrazione. Il tuo volto rotondo come il sole. Le tue guance piene di lune. Quell’orgoglio di donna indomabile. Poi invece una piega sul labbro che preannuncia la resa del cuore. Accarezzo un tuo piede annerito dai bagni d’estate e rispondo “Lo dica, lo dica pure al mio amore”. Lo dica, lo dica pure al mio amore. Accarezzo la caviglia e il braccialetto comprato su lacrime d’Africa. Solo nel deserto, solo il suo volto, solo il mare aperto. Ma tu adesso piangi in silenzio, piangi tanto da concimare le ore… Al limitare della bocca raccolgo via le tue lacrime in recipienti di piccoli baci. Da quella più dolce distillo una nuova insperata confessione: anche il mio amore mi ama, ma non lo sa dire.

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