Non abbiamo forse finito le stelle?

Non abbiamo forse finito le stelle? Tutte le abbiamo viste e tutte le abbiamo contate. Quelle cadenti le abbiamo rubate, per chiedere al cielo uno scambio, un desiderio inespresso da realizzare. I segreti si confidano al silenzio, ma attraverso il silenzio noi sappiamo vedere i sentieri dell’altro: viali alberati, tronchi robusti, frutti promessi. Primavera.
Quando ti ho sussurrato all’orecchio, senza parlare, che sarei rimasto al tuo fianco e che nient’altro riuscivo a volere, ti ho respirato sul lobo una speranza di fumo. Ti ho mangiato per sbaglio un capello, forse anche un orecchino. Eran buoni i tuoi capelli e la tua pelle, così diversa dal cielo: non ho mai finito di contare le stelle che ti splendevano addosso, durante la notte. A volte tu non lo sapevi. Le trasformavo tutte con le labbra in respiri, silenzi, sentieri.

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