Morire in scena come un cigno nero

Kathy mi parlò, l’ultima volta che l’ho vista, di spiagge rosse e di sciacalli. Mi raccontò di un giorno, un viale di trame floreali e di colori. Un vestito da sera e una luce accecante alla finestra del teatro. “Morire in camerino, morire in scena come un cigno nero”, mi diceva. Le sue dita tremanti non suonavano più da allora. Kathy mi parlava e mi toccava piano, mi sfiorava appena e senza volerlo davvero. Come da dietro una tenda, una tenda bianca e ruvida. Come se fosse cieca e cercasse di ritrovare la forma, la sostanza del mio corpo nel tessuto. “Cosa c’è ancora, Dave?”, mi diceva, “Cos’è che ancora dobbiamo capire?”.

Da La stanza di Kathy, racconto inedito.

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