Al cinque di settembre

img_20161110_170136

Al cinque di settembre la navetta C che porta all’Università è ancora una carcassa vuota. I vetri sono tutti appannati, mentre mi scorre di fianco borbottando metallicamente sui ciottoli di Via Cartoleria. Non si tratta di un anticipato inverno, forse soltanto di sporcizia, o di graffi. Persino la strada è semi deserta: qualche studente sta preparando gli esami e se ne sta seduto al bar a mezzogiorno con una tazza di caffè svuotata davanti alla faccia e un mezzo panino alla mortadella in mano. Qualcuno fuma, perché dopo il caffè non c’è niente di meglio, dicono. Forse ci sarebbe qualcosa di meglio, qualcosa tipo un bacio sulla bocca. Qualcosa come una carezza. O un vestito a fiori, a pendere stanco sulle gambe ancora un po’ abbronzate di una ragazza. L’odore del caffè, che è poesia pura.
Ma il mondo si è mai reso conto di quanta poesia sia nata di fianco a una tazza di caffè? Io credo quella più sincera. Una ragazza si lamenta del suo panino: era freddo. Poi si lega i capelli castani, più biondi in fondo, così come detta la moda. Se li lega in una coda di cavallo e mi sorride. Con un cenno mi saluta. Con lo stesso cenno mi congeda: non vuole fermarsi a parlare. Forse perché io stesso non parlo quasi mai. Credo che non mi trovi simpatico.
Suonano violini sotto i portici a Bologna, e a me mancano i tuoi occhi.

| Artwork_ Marianna
| Words_ Michael

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...