Tienimi un posto per dove stai andando

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Tienimi un posto per dove stai andando. Sai che un giorno ti raggiungerò.
Come hai fatto tante volte per cena, sapendo che sarei arrivato tardi: mi tenevi in caldo le lasagne o i cappelletti in brodo, mi tenevi piegata la tovaglia e lucido il piatto, capovolto il bicchiere. Tenevi la sedia sotto al tavolo e il fuoco accesso nel camino.
Anche io me ne sto andando, in un luogo molto più concreto e freddo. Continuo a seguire un cammino periglioso, a cercare di sfuggire alle trappole della vita, inseguendo la mia storia, la mia identità. Ogni tanto apro le finestre nelle stanze vuote delle mie parole, faccio entrare il vento che muove le tende bianche e lunghissime e riesco a ritrovare un barlume di poesia, solo dopo avere masticato a lungo. Ma io nel posto in cui vado non posso portarti con me, né posso aspettarti. I tuoi occhi già grigi faticano a distinguere il mio volto e a volte nemmeno la forza della voce riesce a esserti d’aiuto. Le tue gambe ti giocano brutti scherzi, a volte vanno a dormire senza avvisarti. Hai cominciato a perdere i ricordi più recenti per tornare a cullarti nell’immaginazione, nelle foto in bianco e nero della vita quando ti splendeva ancora sulla faccia. Notti di liscio ed allegria, risate e partite a beccaccino. Notti d’estate in riva al mare spese a far crescere le tue figlie, e le figlie delle tue figlie e i loro figli ancora. Notti spese ad insegnarci qualcosina sull’amore, o sui segreti per non scuocere la pasta. Notti di Natale, a tenere un posto caldo per i tuoi nipoti vagabondi; “Sei tornato dall’Austria?”, “Quanto starai via?”, “Non riesco a immaginarti lontano, per tutto quel tempo”, “E adesso riparti?”, “E quando torni?”, “E mangi?”, “E poi?”. E poi?
Vorrei poter trascorrere tutti i miei Natali davanti al tuo camino, a gustare le lasagne che ci hai tenuto in caldo. Eppure so che la vita prima o poi ti lascerà la mano. Ho tanta paura di non essere con te, nel momento in cui per l’ultima volta ti chiederai dove siamo, se stiamo bene, quando torniamo e se stiamo mangiando.
Torneremo. Torneremo tutti, alla fine del tempo. Tu però tienici un posto, come hai sempre fatto.

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