Città vuota

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A volte i luoghi tornano misteriosamente ad essere nuovi. Com’è possibile che una città ti sia venuta tanto a noia? Che le strade che un tempo si illuminavano nuove sul tuo volto siano diventate poi traboccanti di noia e inconsistenza. Quasi sembra abbiano perso ogni colore. In quale momento hai smarrito il tuo stupore?
Hai camminato con passo vago, incerto e disattento fino a questa sera, fino al momento in cui hai lanciato uno sguardo rapido al cielo e tutto è tornato a parlarti. Come un filo di nuvola, un pensiero di passaggio. Un dubbio inatteso che ti sfiora appena. Il dubbio che siano i tuoi occhi ad aver perso i colori, che sia il tuo spirito ad aver smarrito la sua originaria attenzione. Un tempo questi muri ti parlavano, nelle loro crepe, attraverso il loro intonaco. Ti parlavano i marciapiedi e i tavolini disposti in estate davanti ai bar, il rumore delle tazze e l’aroma delle bevande calde. Ogni stanza di casa o palazzo era un regno pronto a schiudersi, ogni volto il profilo di una storia nuova, la voce di un romanzo non ancora scritto. Il vento soffiava sussurri e segreti.

Poi si è spenta in un tramonto imprecisato tutta la magia di una città che stasera ritorna a parlare. Come il ritorno inatteso o forse atteso di una storia d’amore. Eccoti, ora ricordo. Se ripasso i polpastrelli sulle forme del tuo viso, sulle tue spalle, sui tuoi fianchi, se ti accarezzo il naso freddo o la caviglia… allora torno a te. Torno senza averti mai perso. Naufrago di niente, di un mare che in un attimo appare come inesistente, frutto di una strana fantasia. Eccoti. Sei tu questa città che aveva perso il volto. È il tuo profumo questo odore di estate, di foglie e di frutta. È la tua voce questo soffio che percorre il viale e scuote rami e tronchi. Ora sei tu.
Ma solo per un attimo. Per un solo momento ti ridai al mio cuore, prima di affondare nuovamente nell’abisso. Come si può tornare sempre nuovi? Come annullare la noia e il dolore? È di nuovo in bianco e nero questo viale. Il tramonto non ha più sapore. È solo una macchia molto chiara a bassa saturazione. Eppure tu eri qui. Io ti amavo poco fa. Pochi minuti fa. E adesso la mia città è tornata una rete in cui galleggiano intrappolate migliaia di vite.
Ti sei portata via l’arcobaleno.

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