Si alza il vento (dell’inverno)

Sono venuto a sentirti cantare, come quel giorno che ho teso l’orecchio a una conchiglia e mi è giunta la tua voce al posto del rumore del mare. Mi hanno raccontato dei tuoi occhi come le pieghe del cielo. Mi hanno raccontato della tua voce sublime. E leggermente, leggermente io l’ho percepita dentro una conchiglia e ti ho cercata.
Stavolta però ho sentito che piangeva.

L’inizio di questo post è vecchio di mesi, rimasto in bozza, senza un prosieguo. Rimango spesso incastrato fra i discorsi già fatti e quelli che vorrei cominciare. Non è niente. Non è niente. Solo un momento per pensare. Sarà che sono arrivato alla fine dell’inverno e mi aspetta un altro lungo viaggio. Sempre che sia davvero finito l’inverno.
Qualcuno mi insegni a scendere a patti col tempo. Ho fiducia in tutto, finché il mondo non mi chiede di più. Finché posso restare illeso, nelle mie barriere.

Si alza il vento, bisogna tentare di vivere

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