Pietra

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Tempo
È il tempo del tuo cuore
così calmo e così
lento
carezza le onde della
Bonaccia mattutina
ma non restituisce
lo sguardo. Lo disperde
nei flutti e nella sabbia profonda.
Come sasso sgradito.
Come pietra focaia
che non ha più scintilla.
Come inutile residuo
di tempesta
Ostaggio di marea.
Distaccato da nave inghiottita
nel fondo di padre Oceano.
Buio sul fondo.
Buio oltre le profondità.
E la mia pietra è sola. È fredda.
È sporca e circondata.
E persa.
La mia pietra.
Il mio cuore.
Il muscolo che
da te ha perso la vita.

Non ricordo il momento in cui ho scritto questa poesia. Era notte fonda e stavo già dormendo. Forse per questo è bene pubblicarla. Le cose più vere, più sporche di vita, nascono spesso in modi e in forme che non dipendono da noi. È bello, ogni tanto, staccare il cervello e sentirsi ancora dei semplici tramiti, dei banali portatori di qualcosa che non abbiamo deciso a tavolino. Questa poesia è arrivata. Non so nemmeno se possa si possa chiamare poesia. È una piccola pietra che reclama una carezza.

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